Una donazione può cambiare la vita di qualcuno. Anche se si tratta di un abito da sposa. Lo sa bene Veronica Bello che ha fondato nel 2019 l’associazione di volontariato Sowed, una Onlus italiana che utilizza come mezzo di raccolta fondi l’abito da sposa. Un progetto – molto ambizioso – che è nato durante la sua permanenza a Londra a seguito dell’esperienza in un charity shop. Sowed è infatti l’anagramma di Social Wedding: Social sta infatti ad indicare l’impegno sociale della Onlus e quindi i progetti di beneficenza e tutela dell’ambiente; Wed sta per matrimonio, a sottolineare come l’impegno sociale sia legato al mondo del wedding. Un vero e proprio matrimonio sociale.

 

Ma come si svolge la raccolta e il riutilizzo delle donazioni? “L’idea è quella di prendere abiti e accessori da spose, atelier e celebrities e ridarle alle persone interessate, previa donazione, innescando così una rete del dono. Ogni abito è lavato, riparato se il tessuto è danneggiato, e poi rivenduto. Gli abiti vengono poi suddivisi in due categorie: i più belli sono destinati all’archivio di Sowed, da cui i futuri sposi possono attingere, provarli e prenderli in caso di interesse a fronte di donazione economica per cui è previsto un prezzo minimo (stabilito in base alle credenziali dell’abito); i più datati sono destinati al riciclo: i tessuti di questi abiti infatti prendono nuova forma, diventano nuovi accessori (borse, spille, etc…) utilizzati sempre per la raccolta fondi. Alle donazioni possono partecipare proprio tutti coloro che vogliono sostenere la causa.  Sowed è pensato non solo per la sposa e per lo sposo, ma anche per tutti quelli che in questo giorno speciale, ricoprono un ruolo importante: le damigelle, i testimoni e i genitori degli sposi. Chi non ha fatto almeno una volta la damigella o il testimone di nozze? Chi non possiede almeno un abito da cerimonia? Pertanto, è possibile donare anche abiti da sposo, per damigelle, per testimoni, accessori (borse da cerimonia, pochette, clutch, baguette, minuterie), gioielli (fedi, solitari, pietre dure, gemelli, tiare, le immancabili perle, collane, bracciali, bijotteria) e scarpe. Tutti possono donare qualcosa. E’ possibile inoltre effettuare anche donazioni economiche in diverse modalità come segnalato sul sito www.sowed.org.

La mission dell’associazione è il reinserimento sociale e professionale di donne svantaggiate (vittime di violenza, uscite dalla tratta, ex detenute, con problemi socio-economici), utilizzando come mezzo di raccolta fondi l’abito da sposa. Il ricavato delle vendite finanzia il reinserimento professionale di donne in condizioni di svantaggio, segnalate da cooperative sociali, parrocchie, associazioni attraverso la realizzazione di corsi e workshop professionali utili per imparare un mestiere, conseguire un attestato e cercare un lavoro. L’associazione sta dando vita al progetto “Si,lo voglio”, che sosterrà la nascente sartoria di Sowed dov’è queste Donne impareranno il mestiere di sarte e saranno assunte da Sowed, occupandosi sia di offrire un servizio di sartoria ai sposi che scelgono i nostri abiti, sia nella trasformazione dei vecchi abiti in nuovi accessori. Oltre alla componente sociale, Sowed è molto attenta alla tutela dell’ambiente: creando un’economia circolare, tutti siamo invitati a non lasciare dimenticato nell’armadio un abito che è stato indossato poche ore e che per essere fatto ha contribuito ad un grande spreco d’acqua e inquinamento.

Ph. Tania Betti