Sposarsi al tempo del coronavirus. Un ossimoro che risuona pesante nelle orecchie di chi ascolta. Da un lato c’è il matrimonio, un evento di gioia e di festa, di abbracci e di baci, di amore condiviso e di persone vicine, unite in un unico grande sentimento. Dall’altro il coronavirus che ha tolto tutto ciò che costituisce l’essenza della condivisione e della gioia, della vicinanza e della partecipazione.

In questo tempo interrotto in cui tutto sembra immobile, lo scenario che appare agli sposi è caotico, complesso, a tratti surreale. Il panico negli occhi – e un po’ di rammarico nel cuore – di chi da mesi si preparava al grande giorno e vede d’un tratto scivolare via i propri progetti. Allo stesso modo, inermi e spaventati i professionisti e gli addetti del wedding che, però fiduciosi nella ripresa del loro settore, non vedono l’ora di mettersi a lavoro per realizzare i sogni lasciati a metà.

Ma nell’epoca della pandemia, quali possibilità si aprono agli sposi?

C’è chi non si lascia prendere dall’ansia e, confidando nella forza del sempre che si riempie di un significato ancora più grande in queste circostanze, celebra l’amore ad ogni costo e in ogni modo. Come la wedding planner Alba Díaz, che ha detto Sì al suo compagno dal balcone di casa propria: a “celebrare” la cerimonia un dirimpettaio e  tutto il vicinato che, nella sicurezza della propria abitazione, che ha preso parte alle nozze festeggiando i novelli sposi. Allora, la cerimonia diventa simbolica, il ricevimento – rigorosamente una cena per due a lume di candela – è in soggiorno, il primo ballo da marito e moglie ha le note della playlist del cuore su Spotify.

E poi dall’altro c’è il panorama raffigurato da Marcello Damiano, Ceo e Founder di Mia Sposa, la fiera dedicata al settore del wedding tra le più grandi del sud Italia. Il patron della kermesse fieristica si rivolge all’altra parte di sposi che, non volendo rinunciare ai festeggiamenti, si crogiolano nel dubbio di posticipare o annullare le nozze, riprogrammandole magari per il prossimo anno. “Potremo avere la meglio sul coronavirus – che al momento ci costringe a casa – pazientando ancora un po’ e riprogrammando gli eventi nei mesi di settembre, ottobre, novembre. Agli sposi quindi consiglio di non annullare le nozze trascinandole magari al prossimo anno, ma celebrarle nei prossimi mesi sacrificando però il desiderio di un ricevimento in piena estate” asserisce Damiano.

Fornitori e professionisti del settore, dal loro canto, potrebbero – secondo Damiano – andare incontro alle esigenze degli sposi – vista anche la crisi profonda di questi mesi – applicando una scontistica dei propri servizi per chi mantiene la celebrazione delle nozze entro l’anno. Rinviare sembra la parola d’ordine per l’industria del wedding che vedrà da settembre riprendere a pieno ritmo la stagione.

L’unica certezza che abbiamo di questo tempo che viviamo è che, presto o tardi, tutto ciò terminerà e ritorneremo lì dove eravamo, lì dove siamo stati interrotti. E sarà tutto meravigliosamente bello.