In occasione del Salone del Mobile, giunto quest’anno alla 58° edizione, sono sempre più i brand che, insieme a visionari designer, danno vita a installazioni in grado di consolidare lo stretto legame tra i due mondi. Con la mostra “The Word of Italo Rota” di Salvatore Ferragamo, lo store di via Montenapoleone si è trasformato in un vero e proprio museo. Il progetto espositivo – curato dalla rivista Flash Art e dai suoi publisher CGPS, Gea Politi e Cristiano Seganfreddo – si è proposto come un’esperienza esotica e coloratissima e ha voluto celebrare uno degli interpreti più originali del design contemporaneo internazionale.

Disegni che si trasformano in cubi di plexiglass, speciali invenzioni come Il Cestino di Caravaggio reinventato dall’artista, rarissimi libri dell’ immensa collezione personale, le ormai famosissime Stanze di Freud presentate per la Biennale di Venezia: la mostra è stata l’occasione per presentare al grande pubblico pezzi storici di Italo Rota. Opere e progetti sono stati posti in dialogo con video e istallazioni led. Per l’occasione, la vetrina del reparto Uomo si è trasformata in un grande acquario. L’angolo dello store dedicato alla linea Donna ha ospitato, invece, alcuni prototipi e alcune creazioni uniche del pensatore e architetto italiano. Un fil rouge olfattivo ha legato il mondo di Italo Rota ai profumi Tuscan Creations per un’esperienza multi sensoriale davvero unica che ha reso protagonista la collezione di 11 fragranze Ferragamo pensate da esperti Maître Parfumeur. L’abbinamento di ogni essenza a un disegno dell’architetto ha ricreato nella boutique uno speciale immaginario olfattivo.

Una vera e propria immersione nell’universo del grande architetto e designer. Un’esperienza dalla connotazione museale che si inserisce in una riflessione più ampia: in tempi di infinita produzione e di consumo c’è il bisogno di fermarsi e di pensare, creando situazioni di incontro mai banali tra arte e moda. “The Word of Italo Rota” è un viaggio nel tempo tra oggetti e parole in un “presente estremo” teorizzato dall’architetto milanese.