La moda è arte. La moda è un business. La moda è un fenomeno.
Tutte queste frasi sono sicuramente vere. Monitorare la moda vuol dire sentire il polso a un sacco di cose, scoprire qualcosa in più sulla società, ad esempio. E non parliamo ovviamente delle variazioni del gusto del pubblico, dell’elenco dei brand più prestigiosi o degli oggetti più desiderati dell’anno, classificazioni che vanno bene a fini statistici. Qui si tratta – come dicono gli americani – di guardare the big picture, il quadro globale. Un discorso sulla moda non può prescindere da quello sulla società-contesto in cui esiste e che essa contribuisce a plasmare e nonostante il sentimento di apertura con cui vengono rappresentati gli esponenti di culture, etnie e credenze diverse, nonostante la globalizzazione dei linguaggi e la democratizzazione dei mezzi di comunicazione, non tutti i buoni intenti si traducono in comportamenti ed azioni concreti.

Affinché l’inclusione e l’apprezzamento della diversità diventino stile di vita nelle realtà che si occupano di moda, nonché principi fondamentali della fashion community, la Camera Nazionale della Moda ha creato un tavolo di lavoro che si occuperà di risorse umane ed educazione. L’obiettivo è combattere la marginalizzazione delle minoranze di ogni tipo all’interno della leadership creativa del top management delle aziende che si occupano di moda. Il cambiamento auspicato è chiaramente di natura culturale e necessita del coinvolgimento dei comparti marketing e comunicazione che si occupano dell’immagine dei brand.

La Camera della Moda ha riassunto la rivoluzione culturale Including Diversity in un manifesto in 10 punti:

  1. LA DIVERSITÀ È UN ASSET: la multiculturalità è un valore aggiunto per un’azienda e va promossa ed incoraggiata
  2. LA MODA ASCOLTA: culture differenti creano maggiore ispirazione
  3. COLLABORARE È UN IMPEGNO: la condivisione delle esperienze arricchisce la moda
  4. IL TALENTO NON CONOSCE PREGIUDIZIO: qualsiasi individuo ha una storia da raccontare, dare visibilità a ciascuno è un imperativo
  5. RECUPERIAMO LA DIMENSIONE DELL’ESTETICA: una rivoluzione dei canoni e degli standard di bellezza del sistema moda è d’obbligo per un settore più etico
  6. LA MODA CREA CAMBIAMENTO: se la moda crea nuove tendenze, ha l’obbligo di porsi alla guida di un cambiamento in senso positivo
  7. L’INCLUSIONE CREA OPPORTUNITÀ DI BUSINESS: una cultura aziendale più inclusiva incide positivamente sul business delle imprese e motiva i clienti
  8. TECNOLOGIA COME FACILITATORE, NON COME BARRIERA: l’uso degli strumenti tecnologici aumenta l’inclusione e abbatte le barriere
  9. LA MODA NON HA PAURA: la moda è per definizione visionaria, può e deve porsi alla guida di un cambiamento globale
  10. NON SOLO PAROLE: diversità ed inclusione saranno mission nelle aziende e la Camera della moda vigilerà il rispetto dei 10 punti del manifesto