Se fossi una sposa – e lo sono stata recentemente – vorrei qualcosa di cui non dovermi pentire guardando le foto tra vent’anni!”. Parola di Elisa Mocci, event e wedding planner italiana che ha aperto i confini dei suoi matrimoni e portato la sua attività all’estero. Sarda di nascita ma cosmopolita per lavoro e per interessi professionali, Elisa è il punto di riferimento per i luxury wedding in Sardegna e in Italia ma soprattutto per i Destination Wedding di sposi stranieri che scelgono l’isola come scenario della loro unione. I suoi eventi si distinguono per il racconto delle emozioni e dei desideri degli sposi, in Italia come all’estero. Merito di un’esperienza decennale e del suo estro creativo. Mia Sposa Magazine l’ha incontrata per carpire i segreti dei suoi eventi.

Come è stato il suo esordio di event planner all’estero?
Organizzare un evento all’estero paradossalmente non comporta grandi difficoltà, in quanto oltre confine sono molto più strutturati di noi per i grandi eventi e i suppliers (i fornitori, ndr) sui grandi mercati sono molto più competitivi. Personalmente ho molto investito nella mia formazione all’estero, creando un network di collaborazioni con colleghi internazionali di grande leva. Provo un grande entusiasmo nello scoprire posti nuovi e confrontarmi con culture e professionisti internazionali non fa che accrescere il bagaglio del team.

Originalità è il must per gli eventi nostrani, la parola chiave dell’organizzazione dei matrimoni. Cosa le è stato chiesto di originale all’estero?
Nulla è originale, tutto è stato già visto, elaborato e rielaborato ancora. Credo che l’originalità stia nell’autenticità. Quando la storia che raccontiamo attraverso il design (e il planning) dell’evento è autentica e sentita diventa originale perché unica, di proprietà di chi la vive in quel momento. Allora sì che ci troviamo di fronte ad un evento riuscito, di quelli indimenticabili.

Cosa chiedono/vogliono gli sposi – italiani e stranieri – per il loro wedding day?
Se dovessimo tracciare un quadro ben definito, potrei dire che questo è l’anno degli estremi e degli opposti. Da una parte, c’è sempre più il desiderio di ritorno al romanticismo: negli abiti importanti, nelle mise en place, nella scelta di fiori e decori che fanno sognare. Le spose, insomma, dopo tanto country e rustic chic tornano al classico. D’altra parte, è in voga una tendenza più moderna che arriva dalla east-coast americana o dall’Australia: sposi giovani che vogliono divertirsi, vivere il giorno del matrimonio come un vero e proprio party con amici e familiari. Bandito tutto ciò che è tradizionale, come la wedding cake e gli archi di fiori dietro gli sposi, e benvenuto al buon cibo da condividere, alle food station, ai decori all’aria aperta, al ballare a piedi nudi tutta la notte in riva al mare.

 

E per i Destination Wedding?
Gli stranieri, in Italia, sono alla ricerca del buon cibo, del buon vino. Desiderano avere la possibilità di ritagliarsi momenti per sé e ritrovare la privacy (per i Vip è essenziale soprattutto essere lontano dai riflettori). Vogliono il calore del Made in Italy, la musica tipica e le nostre auto o moto perché le hanno viste in qualche film che amano, prodotti e decori genuini e curati. Respirare l’Italia, insomma.

Quali sono le novità, in Italia e non solo, per la prossima stagione di matrimoni?Il mercato del wedding è in continua evoluzione ma il mio consiglio è seguire sempre il proprio cuore e ciò che si ama davvero. Cerco di non inseguire le mode – soprattutto internazionali – ma mi lascio guidare dalla storia che caratterizza la vita degli sposi, il loro trascorso e il loro vissuto, il loro quotidiano e tutte le fasi del loro fidanzamento. In termini di decors, posso segnalare che, dopo l’ondata shabby e quella industrial, siamo nel pieno del tropical, non solo nella scelta delle decorazioni florali e di piante ma nelle illustrazioni e nei colori. Una novità su tutte? L’utilizzo dei neon. Avanguardia pura.