I matrimoni sono fermi, i futuri congiunti hanno abbandonato – almeno per il momento – i loro fiori d’arancio. Tutto è fermo, immobile, congelato. Un dubbio pervade la mente delle future spose: sarà ancora alla moda il mio abito, scelto nel 2020 ma indossato nel 2021?

In effetti, cosa succederà agli abiti che opzionati dalle spose che avrebbero detto Sì nei prossimi mesi ma che loro malgrado dovranno farlo il prossimo anno? Le aziende, che erano solite presentare le collezioni nel mese di aprile, come comportando con le collezioni in corso? E con le successive? Cosa ne sarà, insomma, di questi abiti agognati ma mai indossati?

Un punto fisso alla base di tutti queste domande è che anche il settore velocissimo – sempre più veloce negli ultimi anni – e frenetico della moda si stoppa, si paralizza e rimanda tutto ad un futuro incerto.

A chiarire questo interessante interrogativo è Luigi Auletta, presidente della Maison Impero, che, oltre a delineare un quadro preciso della crisi che vive il settore moda e soprattutto il comparto legato al wedding e agli eventi, ha spiegato cosa succede alle collezioni e soprattutto di abiti da sposa prenotati o acquistati ma non ancora indossati.

“La collezione 2020, paradossalmente vista l’alta stagione dei matrimoni, è ancora un’esclusiva delle nostre spose in quanto gli abiti non stati ancora utilizzati per ovvi motivi. Pertanto, abbiamo scelto di allungare la stagionalità di questa collezione anche al prossimo anno. Allo stesso modo, la collezione 2021 in progress che sarebbe stata presentata nelle principali fiere di settore dedicate ai buyers nel mese di aprile (anch’esse rinviate o posticipate ndr) è congelata e pertanto sarà presentata con valenza 2022”.

Un atto di coraggio, ma soprattutto un filo di doppia tutela per i negozianti ma ancor più per gli utenti finali – i nostri sposi – che hanno confinato il sogno delle nozze sul fondo dell’armadio. “C’è bisogno di collaborazione ma soprattutto di familiarità. Il mio team – asserisce Auletta – è vicino alle spose che vedono spezzarsi il sogno del giorno più bello, con un sostegno costante.  Tanto che ho scelto di omaggiare i miei clienti di un piccolo cadeaux che possa accompagnare nel percorso che porta al giorno delle nozze”

Gli effetti devastanti sulla crisi economica scatenati dalla pandemia da Covid – 19 sono ormai noti, anche e soprattutto sul mondo del wedding che, vede in questi mesi il suo momento migliore. Moltissime le realtà in ginocchio come evidenziato da Auletta: “Siamo di fronte ad un disastro economico senza uguali, perché oltre ad affrontare un’emorragia di tipo finanziario assistiamo ad un’emergenza sanitaria che aggrava il bilancio rendendo impossibile ogni tipo di contatto e condivisione, di aggregazione e festeggiamento che sono per noi linfa vitale. Il nostro settore è bloccato così come i nostri utili”.

Tantissime, poi, le difficoltà anche per la posticipazione delle nozze. Volendo dare qualche numero, possiamo dire che ad oggi il 90% dei matrimoni programmati per i prossimi mesi sono stati annullati, rimandati al 2021 o posticipati ai prossimi mesi. E, in un’industria come il wedding che abbraccia diverse categorie e mette insieme più servizi in un solo giorno, non è un’operazione semplice, considerando che questi eventi si collocano, per gli addetti del settore in agende già strapiene. Sapevate che – al sud in particolar modo – l’organizzazione delle nozze comincia due anni prima?

La strada verso la ripresa è possibile secondo Auletta: “Un settore al collasso il nostro data la mancanza di coordinazione e considerazione da parte delle autorità governative. La mia proposta è dunque provvedere al congelamento fiscale fino al 2021. Le risorse devono aggirare la farraginosa macchina burocratica ed essere immediatamente messe a disposizione. Ripartire vuol dire avere a disposizione un fondo economico il cui accesso è istantaneo. Per molte attività è cessato il tempo dell’attesa. Dobbiamo essere concreti e il Governo deve supportare le aziende con gli strumenti necessari a scongiurare una crisi economica di portata epica”.

I matrimoni sono fermi, i futuri congiunti hanno abbandonato – almeno per il momento – i loro fiori d’arancio. Tutto è fermo, immobile, congelato. Un dubbio pervade nella mente delle future spose: sarà ancora alla moda il mio abito, scelto nel 2020 ma indossato nel 2021?

In effetti, cosa succederà agli abiti che opzionati dalle spose che avrebbero detto Sì nei prossimi mesi ma che loro malgrado dovranno farlo il prossimo anno? Le aziende, che erano solite presentare le collezioni nel mese di aprile, come comportando con le collezioni in corso? E con le successive? Cosa ne sarà, insomma, di questi abiti agognati ma mai indossati?

Un punto fisso alla base di tutti queste domande è che anche il settore velocissimo – sempre più veloce negli ultimi anni – e frenetico della moda si stoppa, si paralizza e rimanda tutto ad un futuro incerto. A chiarire questo interessante interrogativo è Luigi Auletta, presidente della Maison Impero Couture, che, oltre a delineare un quadro preciso della crisi che vive il settore moda e soprattutto il comparto legato al wedding e agli eventi, ha spiegato cosa succede alle collezioni e soprattutto di abiti da sposa prenotati o acquistati ma non ancora indossati.

“La collezione 2020, paradossalmente vista l’alta stagione dei matrimoni, è ancora un’esclusiva delle nostre spose in quanto gli abiti non stati ancora utilizzati per ovvi motivi. Pertanto, abbiamo scelto di allungare la stagionalità di questa collezione anche al prossimo anno. Allo stesso modo, la collezione 2021 in progress che sarebbe stata presentata nelle principali fiere di settore dedicate ai buyers nel mese di aprile (anch’esse rinviate o posticipate ndr) è congelata e pertanto sarà presentata con valenza 2022”.

Un atto di coraggio, ma soprattutto un filo di doppia tutela per i negozianti ma ancor più per gli utenti finali – i nostri sposi – che hanno confinato il sogno delle nozze sul fondo dell’armadio. “C’è bisogno di collaborazione ma soprattutto di familiarità. Il mio team – asserisce Auletta – è vicino alle spose che vedono spezzarsi il sogno del giorno più bello, con un sostegno costante.  Tanto che ho scelto di omaggiare i miei clienti di un piccolo cadeaux che possa accompagnare nel percorso che porta al giorno delle nozze”

Gli effetti devastanti sulla crisi economica scatenati dalla pandemia da Covid – 19 sono ormai noti, anche e soprattutto sul mondo del wedding che, vede in questi mesi il suo momento migliore. Moltissime le realtà in ginocchio come evidenziato da Auletta: “Siamo di fronte ad un disastro economico senza uguali, perché oltre ad affrontare un’emorragia di tipo finanziario assistiamo ad un’emergenza sanitaria che aggrava il bilancio rendendo impossibile ogni tipo di contatto e condivisione, di aggregazione e festeggiamento che sono per noi linfa vitale. Il nostro settore è bloccato così come i nostri utili”.

Tantissime, poi, le difficoltà anche per la posticipazione delle nozze. Volendo dare qualche numero, possiamo dire che ad oggi il 90% dei matrimoni programmati per i prossimi mesi sono stati annullati, rimandati al 2021 o posticipati ai prossimi mesi. E, in un’industria come il wedding che abbraccia diverse categorie e mette insieme più servizi in un solo giorno, non è un’operazione semplice, considerando che questi eventi si collocano, per gli addetti del settore in agende già strapiene. Sapevate che – al sud in particolar modo – l’organizzazione delle nozze comincia due anni prima?

La strada verso la ripresa è possibile secondo Auletta: “Un settore al collasso il nostro data la mancanza di coordinazione e considerazione da parte delle autorità governative. La mia proposta è dunque provvedere al congelamento fiscale fino al 2021. Le risorse devono aggirare la farraginosa macchina burocratica ed essere immediatamente messe a disposizione. Ripartire vuol dire avere a disposizione un fondo economico il cui accesso è istantaneo. Per molte attività è cessato il tempo dell’attesa. Dobbiamo essere concreti e il Governo deve supportare le aziende con gli strumenti necessari a scongiurare una crisi economica di portata epica”.